21 Settembre 2026

Cinema e audiovisivo, Italia protagonista al Sommet Lumière: dall’accordo di coproduzione con la Corea del Sud al lancio del Manifesto per l’Educazione all’Alfabetizzazione Visiva Universale

Cinema e audiovisivo, Italia protagonista al Sommet Lumière: dall’accordo di coproduzione con la Corea del Sud al lancio del Manifesto per l’Educazione all’Alfabetizzazione Visiva Universale

Il 7 settembre a Saint-Paul-de-Vence la Direzione generale Cinema e audiovisivo ha partecipato al Sommet Lumière, la conferenza internazionale dedicata al futuro del cinema e dell’audiovisivo, presieduta dal Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron e dal Presidente della Repubblica di Corea Lee Jae Myung. L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto sul presente e sul futuro dell’industria cinematografica e audiovisiva e sulle principali sfide che ne stanno accompagnando la trasformazione: dai cambiamenti strutturali del settore all’evoluzione delle abitudini del pubblico, fino all’impatto delle nuove tecnologie.

In occasione del Summit, il Ministro della cultura, Alessandro Giuli, e il Ministro della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica di Corea, Chae Hwi-young, hanno firmato l’accordo di coproduzione bilaterale tra Italia e Corea del Sud, volto a facilitare l’accesso ai finanziamenti, incoraggiare sviluppo e produzione di progetti congiunti, creare nuove storie e opportunità per le rispettive industrie.

Al riguardo, in conclusione della sessione “New Perspectives on Local and Global Co-prosperity” – dedicata alla prospettiva di costruire un ecosistema cinematografico globale, capace di valorizzare la diversità delle identità culturali e di favorirne la diffusione internazionale – il Direttore generale Giorgio Carlo Brugnoni, alla presenza del Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung, ha sottolineato come Italia e Corea siano accomunate da forti e radicate identità culturali, da un patrimonio creativo di grande valore e da una tradizione cinematografica riconosciuta a livello internazionale, nella convinzione di come il cinema sia al contempo un’industria e un potentissimo strumento di promozione e dialogo culturale. La vitalità e il successo globale dell’industria cinematografica e audiovisiva coreana, che ha saputo coniugare temi originali, narrazioni avvincenti, innovazione e la peculiare capacità di mantenere un’identità riconoscibile, dimostrano come le proprie identità culturali non siano e non debbano rappresentare un ostacolo, ma un elemento di forza. L’accordo di coproduzione bilaterale tra Italia e Corea del Sud, favorendo l’incontro tra talenti e sensibilità diverse e la nascita di nuove storie capaci di parlare a pubblici internazionali, consentirà di tracciare insieme il percorso verso nuove prospettive di local and global prosperity.

Al Summit, Italia e Francia hanno lanciato congiuntamente anche il Manifesto per l’Educazione all’Alfabetizzazione Visiva Universale, al quale hanno lavorato la Direzione generale Cinema e audiovisivo (DGCA) e il Centre National du Cinéma et de l’image animée (CNC), mettendo a fattor comune le rispettive esperienze pluriennali in materia di programmi di sostegno pubblico all’educazione cinematografica. L’Italia è in questo senso un modello di riferimento. Il Ministero della Cultura promuove infatti da anni, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il “Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola”, investendo risorse significative (circa 20 milioni di euro all’anno) in progetti di educazione all’immagine rivolti a studenti e docenti di ogni ordine e grado e enti del settore.

Infine, il workshop “Public Support, Long-Term Value” ha offerto l’occasione per riflettere sul ruolo del sostegno pubblico al settore audiovisivo, a partire dalla consapevolezza che il solo mercato non sia sempre in grado di garantire la varietà e la profondità di opere necessarie a una società per raccontarsi e comprendere se stessa. Il sostegno pubblico si è progressivamente orientato verso ciò che il mercato, da solo, fatica a sostenere: la nascita di nuove voci e nuovi talenti, la possibilità di assumere rischi creativi, la conservazione e valorizzazione delle opere, nonché gli investimenti nella ricerca, nelle competenze e nelle infrastrutture. Nel suo intervento, il Direttore generale Brugnoni ha posto l’accento sul ruolo della film education nell’avvicinare le giovani generazioni al cinema, fornendo loro gli strumenti per comprenderne il linguaggio e ampliare i propri orizzonti culturali, partendo dalla consapevolezza della propria identità e diversità culturale, nazionale ed europea. In questa prospettiva, non è sufficiente favorire l’accesso al cinema: è altrettanto importante garantire ai giovani la possibilità di conoscere una pluralità di opere. Il sostegno pubblico assume quindi un ruolo cruciale anche nel valorizzare la varietà delle espressioni cinematografiche e nel favorire la circolazione internazionale delle opere, a partire da quelle indipendenti. Tuttavia, avvicinare i giovani al cinema come spettatori non basta: il sostegno pubblico al settore non può più prescindere dall’investire sulle nuove generazioni, intervenendo lungo tutta la filiera, creando le condizioni affinché i giovani talenti del nostro settore possano effettivamente emergere ed essere protagonisti nel disegnare, fin d’ora, il futuro del cinema e dell’audiovisivo.